Blog | Disturbi psicologici, ansia e panico

Si può curare una persona depressa anche se molto anziana?

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Per curare in modo efficace e risolutivo una depressione, non esistono limiti d’età. Nell’anziano il compito può risultare più difficile per le condizioni di salute precarie o spesso per la presenza di malattie somatiche. In ogni caso una terapia condotta con attenzione e scrupolo, che tenga conto di questi fattori, ottiene la medesima percentuale di successi raggiungibili in altre età della vita. L’invecchiamento del cervello e la depressione sono, infatti, due eventi separati e ben distinti: è quindi un pregiudizio che non trova riscontri clinici ritenere che la depressione nell’anziano sia una conseguenza diretta dell’invecchiamento organico del cervello.
 

Serve leggere i "foglietti illustrativi" dei farmaci prescritti al depresso?

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Lo scopo dei “foglietti illustrativi” è di dare un'’informazione completa e precisa sul farmaco sia per chi lo usa sia per i familiari che eventualmente devono somministrarlo. Per una disposizione del Ministero della Sanità, devono però essere riportati tutti gli effetti negativi che un farmaco può dare, anche i più rari, quindi improbabili. Inoltre è usata una terminologia tecnica, di difficile comprensione per chi non ha una preparazione specifica. Il tutto rischia di portare ad un ingiustificato timore nei confronti della pericolosità del farmaco, in realtà utile e necessario. La lettura dei foglietti informativi può inoltre risultare controproducente in persone particolarmente suggestionabili in quanto può determinare l’insorgenza di “effetti collaterali” su base autosuggestiva.
 

Servono i "ricostituenti" nella depressione?

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Nella depressione non servono sostanze con effetto tonico, energizzante e rinforzante a livello fisico. Accade spesso che siano prescritti dal medico di base per fornire un aiuto al paziente che lamenta uno stato astenico, cioè un senso di estrema stanchezza, non legato a particolari fatiche fisiche. I risultati sono però modesti perché all’origine della spossatezza del depresso non vi sono motivazioni di tipo fisico.

Lo stato astenico è, infatti, l’'espressione fisica della scarsa quantità d’'energia psichica che caratterizza la depressione. Sarà compito della terapia antidepressiva, mediante la sua azione sul tono dell'’umore, a determinare il miglioramento dell’'astenia.

 

Serve la psicoterapia nella cura della depressione?

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Una cura della depressione che si limiti al solo impiego di farmaci è parziale. Gli antidepressivi agiscono infatti solo sui sintomi del disturbo depressivo e non svolgono invece alcuna azione sulle cause che lo hanno determinato. Una metafora che chiarisce il precedente concetto è quella del mal di denti: gli antidolorifici curano solo il dolore, ma non la carie che lo determina. L’utilizzo dello strumento psicoterapeutico è quindi utile per ricercare le cause che hanno indotto la depressione e per rimuoverle, avendo quindi un’azione efficace nella prevenzione di successive crisi.
 

Servono ansiolitici e sonniferi nella cura della depressione?

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L’uso degli ansiolitici è consigliabile solo all’inizio di una cura antidepressiva, specialmente quando i sintomi della serie ansiosa sono spiccati. Va in ogni modo limitato ad un breve periodo di tempo in quanto, contrariamente agli antidepressivi, gli ansiolitici assunti per molti mesi e a dosi elevate danno luogo ad una dipendenza fisica.

Va anche limitato l’uso dei “sonniferi” (ipnoinducenti) in quanto l’insonnia da risveglio, tipica della depressione, è un sintomo che, come gli altri, scompare con l’utilizzo degli antidepressivi e con il progressivo innalzamento del tono dell’umore.

 

Gli antidepressivi possono togliere la lucidità?

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Anche questo pregiudizio è molto diffuso e viene trascurato il fatto che è il disturbo depressivo a determinare la riduzione della concentrazione, dell’attenzione e della memoria e, di conseguenza, un netto calo delle prestazioni in ambito lavorativo o dello studio.

A volte è anche possibile che l’entità delle suddette alterazioni sia tale da causare un vero e proprio stato confusionale.

Contrariamente a quanto si pensa, quindi, un trattamento antidepressivo ben condotto non solo non determina “perdita di lucidità”, ma ne comporta un progressivo aumento, fino al recupero totale.

 
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Lasciatemi affermare il mio fermo convincimento che la sola cosa che dobbiamo temere è la paura.
Franklin Delano Roosevelt
Nasce - Adolfo Celi (attore: "Amici miei" "Le braghe del padrone" "Aeroporto internazionale")
Il 27 Jul., 1922

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