|
Questa è una domanda che familiari e pazienti si pongono frequentemente. E certamente più probabile che si manifesti un episodio depressivo in una persona che ha già sofferto di depressione rispetto a chi non ne ha mai sofferto. E però difficile valutare se e quando si manifesterà. Per questo motivo è importante rivolgersi allo specialista nel momento in cui si manifestano quei sintomi presenti nel precedente episodio, in quanto rappresentano un campanello dallarme (astenia, insonnia, difficoltà di concentrazione). Per quanto riguarda i farmaci e la durata della terapia occorre precisare che: - se lepisodio è guarito completamente, l'assunzione dei farmaci verrà protratta per qualche mese e sarà gradualmente sospesa secondo schemi precisi; - se gli episodi depressivi si ripetono a breve distanza luno dallaltro, i farmaci verranno assunti a lungo. E' importante considerare se vi siano state cause esterne scatenanti linsorgenza dei disturbi depressivi ed è importante rilevare la presenza di situazioni stressanti stabili, per dare consigli e direttive su come risolverle o evitarle. Esistono periodi critici in cui è più probabile che chi ha già sofferto in passato di episodi depressivi, possa avere una ricaduta. Ciò si può verificare nelle fasi del climaterio maschile e femminile, nelle separazioni affettive o quando avviene lallontanamento dei figli dallambiente familiare.
|
|
|
Spesso capita che il paziente riferisca di non riuscire a ricordare eventi del giorno precedente o di avere fatto qualcosa, insomma di avere disturbi di memoria che gli recano difficoltà nel lavoro e nello studio. Inoltre riferisce, talvolta, di avere difficoltà nella concentrazione o nel tenere il filo del discorso. Ciò è dovuto alla mancanza di motivazione, al disinteresse e alla difficoltà di mantenere lattenzione per un tempo sufficiente su ciò che si sta facendo. Spesso il paziente è molto preoccupato per queste alterazioni delle capacità intellettive, poiché teme che siano segni di un danno cerebrale definitivo. L'alterazione delle normali funzioni intellettive è del tutto transitoria e reversibile e il recupero si verifica con il miglioramento delle condizioni depressive.
|
|
|
Nella Depressione Maggiore è usuale che il paziente si senta particolarmente angosciato il mattino. Questo stato danimo migliora con il trascorrere delle ore, nel pomeriggio o verso sera, con aumento delliniziativa e dellenergia. Quando la depressione è particolarmente grave, il paziente sta male indifferentemente per tutta la giornata. Con la terapia i primi segni di miglioramento si verificano nelle ore serali. Anche dopo la guarigione alcuni disturbi possono rimanere nelle prime ore della mattina. Nella Distimia e nelle Depressioni reattive si verifica la situazione contraria. Vi possono essere comunque delle oscillazioni diurne dellumore del tutto soggettive.
|
|
|
Il più delle volte è apatico, non frequenta amici e conoscenti, è inattivo, riduce progressivamente i suoi spostamenti, preferisce non uscire. Nei casi più gravi trascorre tutta la giornata in casa su una poltrona o addirittura a letto. I suoi movimenti sono rallentati e a volte molto ridotti. Se questi sono minimizzati e trascurati, come accadeva in passato per scarsa conoscenza o per poca attenzione ai disturbi depressivi, si possono verificare gravi peggioramenti che portano ad uno stato di completa inespressività e dimmobilità di chi soffre. Vi sono pazienti che possono comportarsi in maniera del tutto opposta: sono spesso irrequieti, agitati, irritabili, perdono il controllo facilmente, fino a diventare aggressivi e ostili.
|
|
|
Spesso accade che sintomi ansiosi si associno a quelli depressivi. Il paziente, accanto alla tipica sintomatologia depressiva caratterizzata da tristezza, apatia, disinteresse, pessimismo e perdita di speranza, può presentare anche ansia, tensione, preoccupazione, sintomi ansiosi somatici, paura di avere una malattia organica. La diagnosi che viene più frequentemente fatta in base a questo quadro è di Depressione ansiosa o Disturbo ansioso-depressivo. Si sono svolti vari studi per chiarire se esistano dei rapporti di causalità tra sintomi ansiosi e depressivi. In alcuni casi si suppone che i sintomi depressivi siano successivi alla presenza di quelli ansiosi (ad esempio Disturbo da Attacchi di Panico, seguito da Depressione Reattiva). In altri casi si considerano i due disturbi indipendenti e coesistenti (ad es. Depressione Maggiore e Disturbo da Attacchi di Panico). Può anche verificarsi che i sintomi ansiosi regrediscano in breve tempo e lascino posto a quelli depressivi. In altri casi ancora un Episodio Depressivo Maggiore, nella fase finale, può residuare dei sintomi della serie ansiosa.
|
|
|
Le cure dimagranti, soprattutto nelle donne, possono costituire un fattore di rischio per linsorgenza di un disturbo depressivo e ciò dipende anche dal modo in cui è condotta la cura. Se il metodo comporta l'assunzione di farmaci che agiscono sull'encefalo riducendo lo stimolo della fame, vi possono essere degli effetti negativi sulle emozioni e sul comportamento. Alcune di queste sostanze, oltre a ridurre l'appetito, inducono anche un senso d'euforia che lascia generalmente il posto ad una più o meno grave depressione nel momento in cui non sono più assunte. Vi sono poi dei farmaci usati nelle diete che possono favorire la comparsa di malumore, stanchezza e sedazione. E' importante sottolineare che, proprio per questi motivi, è assolutamente controindicata l'assunzione contemporanea di questi farmaci con quelli che agiscono sul sistema nervoso, come ad esempio gli antidepressivi. Va sottolineato che spesso le diete dimagranti sono seguite in modo irrazionale, senza un programmato controllo medico, inducendo così considerevoli perdite di peso in breve tempo e privando lorganismo di componenti alimentari indispensabili. In conclusione, una dieta malamente gestita può sicuramente favorire la comparsa di uno stato depressivo.
|
|
|