Categoria: Depressione
Domanda senza risposte
Perché abbiamo bisogno che il nostro disagio venga compreso? Come sublimare questo bisogno?
Perché il fatto che le persone che ci stanno vicine (familiari, amici) non comprendono il nostro dolore, ci fa stare male? In fondo, che loro capiscano o meno non costituisce una "cura" per il nostro male (ansia, depressione, o altro disagio), esso c'è indipendentemente dal fatto che gli altri ne siano a conoscenza o meno.
Come possiamo superare questo bisogno di sentirci compresi, questa urgenza di condivisione?
- Credo, per mia esperienza e per varie letture, che questo disagio che ci troviamo ad affrontare da adulti, derivi da una esperienza sofferta a livello relazionale. Il nostro "bambino interiore" chiede a gran voce di essere capito, perchè in passato il suo essere riconosciuto come un soggetto dotato di pensiero ed emozioni condivisibili (anche negative) era essenziale per la sua sopravvivenza psichica. E' utile condividere, anche se spesso è meglio farlo con un terapeuta, o comunque con qualcuno che abbia la possibilità è capacità di "contenere" ed "elaborare" i contenuti che trasmettiamo. Comunque il passo fondamentale verso la risoluzione di un malessere consiste, per me, nell'accettazione personale dello stesso. Se già riusciamo, da soli, a contenere un po' la nostra angoscia, depressione ecc. senza cercare di controllare, o evitare, le emozioni, vuol dire che ci siamo messi su una strada in cui ad ogni passo troveremo dolore ma anche le risorse per fronteggiarlo. Dobbiamo noi stessi riuscire a permetterci di avere fiducia, tuffarci in qualcosa che non conosciamo, ma che in fondo al nostro essere sappiamo che è un cambiamento, verso una vita più consapevole, libera e verà, che forse chi ha troppe difese e sembra non soffrire, non potrà conoscere a fondo.
