La Psicoanalisi trae origine dalle scoperte e dalle teorizzazioni effettuate da Sigmund Freud a partire dalla fine dell'800.
L'obiettivo principale della psicoanalisi è quello di portare alla luce, esaminare e risolvere i conflitti inconsci, cioè di cui non si è consapevoli, che stanno alla base dei disturbi nevrotici.
Gli psicoanalisti dispongono di diverse tecniche per riportare alla luce i conflitti rimossi, cioè tenuti al di fuori della coscienza; tra queste possiamo menzionare:
- associazioni libere: il paziente è invitato ad esprimere senza vergogna o timore pensieri, sentimenti, sensazioni, ecc., anche se questi gli sembrano irrilevanti, sgradevoli o insensati; in tal modo l'analista cerca di aggirare le normali difese del paziente che si interpongono al raggiungimento dei contenuti inconsci;
- analisi dei sogni: è la tecnica mediante la quale si cerca di risalire, attraverso un difficile lavoro d' interpretazione, al significato nascosto dei sogni del paziente. Ciò in base alla teoria che durante il sonno i contenuti rimossi, seppure in maniera mascherata e simbolica, tendono ad emergere con più facilità rispetto alla stato di veglia, per un allentamento della censura, cioè della funzione psichica predisposta a tenere al di fuori della coscienza i contenuti inconsci ritenuti inaccettabili o dolorosi;
- analisi delle resistenze: l'esame delle forme e dei meccanismi mediante i quali il paziente si oppone inconsciamente all'accesso ai suoi contenuti psichici più profondi, per difendersi dall'angoscia da essi suscitata.
- analisi del transfert: l'esame e la risoluzione del particolare legame affettivo che il paziente stabilisce col suo analista, che è la riproduzione della modalità relazionale avuta nell' infanzia con uno dei genitori, e che è rivelatrice dei conflitti interiori sottostanti.

