Carlo lavora alla catena di montaggio. È pagato a cottimo. Non ha la possibilità di influire né sul ritmo della linea alla quale lavora né sui compiti monotoni ed estremamente ripetitivi che deve svolgere, essendo soltanto una piccola ruota nell’ingranaggio di un’ampia e complessa impresa industriale che fornisce una produzione di massa.
Maria è impiegata in un ufficio. È incaricata di scrivere lettere standardizzate al computer. Essendo una madre divorziata di due bambini piccoli, ha l’esigenza di uscire dal lavoro non oltre le cinque del pomeriggio per riuscire ad andare a prendere i figli all’asilo prima che chiuda. La quantità di lavoro assegnatole, tuttavia, è in continuo aumento e il suo capoufficio ritiene importante che tutte le lettere siano spedite prima che Maria se ne vada; insiste pertanto affinché porti a termine il lavoro assegnatole.
Giovanni lavora come progettista di sistema per una società multinazionale del settore informatico. È ben retribuito, le sue mansioni sono stimolanti e gode di ampia libertà di pianificare il proprio lavoro come meglio crede. Il reparto vendite dell’azienda dove lavora, tuttavia, ha firmato un contratto sulla consegna puntuale di un nuovo sistema software alquanto complesso che deve ancora essere progettato da Giovanni e dal gruppo di progetto di cui è responsabile.
Pietro è stato licenziato dall’azienda dove lavorava, una grande industria automobilistica, in quanto è stata robotizzata una serie di funzioni che in precedenza venivano svolte manualmente. Avendo 57 anni ed essendo in possesso soltanto di un diploma di scuola dell’obbligo, è destinato a rimanere a lungo disoccupato, probabilmente fino alla pensione. 6
Queste quattro situazioni, per quanto molto diverse da vari punti di vista, sono accomunate dal fatto di esercitare, potenzialmente, un intenso e cronico effetto stressante e di attivare nei lavoratori esposti un modello di reazione arcaico definito «stress» (descritto diffusamente di seguito). Come ci si propone di dimostrare nel corso della presente trattazione, un ulteriore elemento comune fra le situazioni summenzionate è la possibilità di intervenire con un’azione preventiva. È ormai opinione sempre più diffusa che questo tipo di interventi debbano essere considerati prioritari da tutte le componenti presenti sul mercato del lavoro.
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