Ansia generalizzata
“Sapevo di essere un po' ansioso ma ora mi sento bloccato e incapace di rilassarmi. A volte l'ansia va e viene altre volte è un ansia costante e può durare per giorni. Mi preoccupo di tutto; dal cosa preparare per un pranzo di festa a quale regalo fare qualcuno. Non riesco a lasciarmi andare.„
“Ho terribili problemi di sonno; ci sono lunghi periodi in cui mi sveglio ansioso nel mezzo della notte. Ho difficoltà a concentrarmi, persino leggendo il giornale o un romanzo. A volte ho un senso di vertigine, altrevolte il cuore batte più forte e veloce e questo mi fa preoccupare ancora di più. Immagino sempre che le cose siano peggio di come realmente sono: quando ho mal di stomaco, ad esempio, penso che sia ulcera. Sono continuamente in ansia"
Il disturbo d'ansia generalizzato (GAD) si caratterizza dalla presenza di ansia persistente, preoccupazione e tensione croniche. Le persone che ne soffrono vivono un'attesa apprensiva (tensione psichica, preoccupazione) con prospettive pessimistiche di eventi disastrosi per sé o per i propri fa miliari. A ciò si accompagnano tensione fisica, iperattività neurovegetativa e disturbi cognitivi come scarsa concentrazione e facile distraibilità. A volte il solo pensiero di una nuova giornata provoca loro ansia.
Il disturbo d'ansia generalizzato viene diagnosticato quando sono presenti per almeno sei mesi ansia e preoccupazione eccessiva (attesa apprensiva), per una varietà di eventi o di attività quotidiane (lavoro, scuola). La persona che ne soffre non riesce a controllare tale preoccupazione anche se si rende conto che la propria ansia è più intensa di quella effettivamente generata dalla situazione.
Le persone con questo disturbo d'ansia non riescono a distendersi facilmente, scattano facilmente e hanno difficoltà di concentrazione. Hanno spesso difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentate. I sintomi fisici che accompagnano spesso l'ansia includono l'affaticamento, le emicranie, tensioni e dolori muscolari, difficoltà a deglutire, tremori, irritabilità, sudore, nausea, vertigini, la necessità di andare frequentemente in bagno, mancanza d'aria e vampate di calore. Questi sintomi causano un disagio importante e compromettono la vita sociale, lavorativa, familiare, individuale.
Quando il loro livello di ansia è basso, le persone con disturbi d'ansia generalizzata possono funzionare socialmente e mantenere un lavoro. Anche se non evitano determinate situazioni come conseguenza del loro disordine, le persone con disturbi d'ansia generalizzata possono avere difficoltà ad effettuare le attività quotidiane più semplici se la loro ansia in quel momento è elevata.
Il disturbo d'ansia generalizzata interessa circa 2 milione di italiani e circa il doppio delle donne rispetto agli uomini. Il disturbo cresce gradualmente e può cominciare a qualsiasi età benchè il rischio sia più alto fra l'infanzia e la mezza età. Il disturbo d'ansia generalizzata viene diagnosticato quando qualcuno trascorre almeno 6 mesi preoccupandosi eccessivamente di un certo numero di problemi quotidiani. Vi è evidenza che l'ereditarietà svolga un ruolo modesto.
Gli altri disturbi d'ansia, la depressione, o abusi di sostanze accompagnano spesso il disturbo d'ansia generalizzata che raramente si verifica da solo.
Il disturbo d'ansia generalizzata comunemente è curato con farmaci o una terapia cognitivo comportamentale ma anche le condizioni che l'hanno causato devono essere trattate usando le terapie adatte.
Cosa faccio se passa tutto il giorno tra il letto e la poltrona?
E' meglio che il depresso prosegua la sua attività lavorativa oppure è meglio sospenderla?
Nella condizione depressiva la capacità di concentrazione e di attenzione diminuiscono, vi è una facile affaticabilità, i rapporti con i compagni di lavoro diventano faticosi e tendono ad essere evitati. Nelle condizioni depressive di notevole gravità, continuare l’attività lavorativa diventa impossibile.
Il problema si pone quando la depressione non è grave, oppure è in fase di miglioramento. Ci si può chiedere, infatti, se svolgere un’attività abituale, anche se con impegno ridotto, possa essere utile al depresso oppure, al contrario, possa far peggiorare la sua condizione. L’attività lavorativa è un’intensa fonte di stimolazione anche quando sembra essere condotta in modo ripetitivo, sulla base di una routine quotidiana. Nel paziente depresso, che tende a ridurre sempre più gli stimoli esterni, il proseguimento (o la ripresa) della sua attività abituale può contribuire a rendere più sopportabile la condizione depressiva.
Disturbi dell'umore
I principali disturbi dell'umore sono:
- Depressione: umore depresso quasi ogni giorno, per la maggior parte del tempo, ci si sente tristi e vuoti. L'interesse ed il piacere per le cose diminuisce, ci si sente lamentosi, stanchi e senza energia. L'autostima e' molto bassa e si hanno spesso pensieri sulla morte.
- Disturbo maniacale: sentimenti di grandiosita', autostima esagerata, estrema voglia di parlare, aumento delle attività. Ci si sente agitati, ogni cosa sembra possibile, quindi le attività sono portate agli eccessi (comprare, investire impulsivamente grosse somme ecc...)
- Disturbo maniaco depressivo (bipolare): Nel disturbo bipolare (maniaco depressivo), quasi ogni giorno sono presenti sia i sintomi della depressione che quelli maniacali. La persona quindi, passa rapidamente da uno stato triste e depresso ad uno euforico e maniacale. E viceversa.
Che cosa è lo stress?
Lo stress legato al lavoro può essere prevenuto?
In ogni caso occorre individuare i fattori stressanti legati all’attività lavorativa, le reazioni di stress e le patologie da stress. Come è già stato sottolineato, vi sono numerose ragioni per farlo: lo stress rappresenta un problema sia per il lavoratore che per l’organizzazione del lavoro e la società; le difficoltà dovute allo stress legato all’attività lavorativa sono in aumento; ai sensi della direttiva quadro dell’UE sulla salute e la sicurezza vige l’obbligo di intervenire in queste situazioni; molti dei fattori stressanti e delle relative conseguenze sono evitabili e possono essere affrontati da tutte e tre le componenti che operano sul mercato del lavoro coordinando la propria azione nel proprio e nel reciproco interesse.
Lo stress legato all’attività lavorativa può dunque essere prevenuto o neutralizzato riorganizzando l’attività professionale (ad esempio, responsabilizzando i dipendenti ed evitando sia l’eccesso che la mancanza di lavoro), migliorando il sostegno sociale e prevedendo una ricompensa adeguata agli sforzi compiuti dai lavoratori. Occorre inoltre, ovviamente, adeguare le condizioni fisiche di lavoro alle capacità, alle esigenze e alle ragionevoli aspettative dei lavoratori.
Fra le soluzioni da prendere in considerazione figurano interventi quali il management partecipativo, l’orario di lavoro flessibile e la promozione dello sviluppo professionale, conformemente a quanto previsto dalla direttiva quadro dell’UE e dall’articolo 152 del trattato di Amsterdam.
Lo psicoterapeuta
Le scuole di specializzazione che permettono l’iscrizione all’albo degli psicoterapeuti sono molte e molto diverse fra loro. Ognuna di esse trae origine da un quadro teorico differente, non necessariamente incompatibile con gli altri, tant’è che spesso gli psicoterapeuti fanno uso contemporaneamente di tecniche provenienti da teorie di fondo diverse. Tra le scuole di specializzazione più frequentate abbiamo, per esempio, quella ad indirizzo cognitivo-comportamentista, quella sistemica familiare e quella psicanalitica. Alcuni tra gli approcci terapici più efficaci contro i disturbi d’ansia vengono descritti nella sezione “psicoterapie”. Per concludere, lo psicoterapeuta, per essere tale, deve possedere i seguenti requisiti:
- laurea in psicologia o in medicina e chirurgia;
- essere iscritto all’Ordine degli Psicologi di una regione italiana;
- aver frequentato una scuola di specializzazione riconosciuta dallo Stato che permette l’iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti.


