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Mercoledì, 12 Maggio 2004 12:54

Cos'è l'ansia?

Si tratta di un disturbo che interessa il 5% della popolazione italiana, circa tre milioni di persone. L’ansia è definita come una reazione istintiva di difesa, un allarme proprio dell’istinto di conservazione, ma anche come uno stato di tensione emotiva cui spesso si accompagnano sintomi fisici come tremore, sudorazione, palpitazioni ed aumento della frequenza cardiaca.
L’ansia fisiologica è un’emozione che anticipa il pericolo e si accompagna ad un aumento della vigilanza ed all’instaurarsi di un complesso meccanismo di allarme. L’ansia patologica si caratterizza invece come una risposta inappropriata a preoccupazioni esistenziali o relative all’ambiente e determina un’alterazione delle normali capacità individuali.
A volte si nasconde dietro una sensazione di tremore e di debolezza alle gambe, un'abbondante sudorazione, un respiro affannoso e un senso di palpitazioni al cuore. Non di rado diventa eccessiva preoccupazione per il futuro, timore di non risolvere i problemi del momento, senso di paura e tendenza a ''torturarsi'' con i propri pensieri. E questi sono soltanto due volti, quello fisico e quello psichico, con cui possiamo manifestare le nostre ansie. Ma ce ne sono molti altri.



Capita che ci comportiamo in modo che gli altri si accorgano del nostro stato, per esempio muovendoci in fretta, o fumando più del solito, rosicchiandoci le unghie o mangiando nervosamente e in maniera esagerata. E' sinonimo di ansia anche il fatto di ritenere insormontabili le situazioni che si devono affrontare nella vita di tutti i giorni, in ufficio o in famiglia. L'ansia è dunque una situazione sgradevole di apprensione e di aumento della tensione, a cui si associano un senso di paura, di minaccia e quindi di scarso controllo di quello che sta per succedere. Se è vero che esiste un'ansia fisiologica, in altre parole una risposta naturale dell'organismo a situazioni di stress o pericolo, è altrettanto vero che quando questa risposta è eccessiva, può diventare a un problema. Molte volte infatti l'ansia compare senza un perché: gli addetti ai lavori dicono che l'ansia è "UNA PAURA SENZA IL SUO OGGETTO". Si vive infatti come tale, ma può presentarsi anche quando in realtà non stiamo correndo nessun pericolo reale e imminente.
Un pò d'ansia serve a farci funzionare meglio, a farci stare più all'erta e più concentrati su ciò che stiamo svolgendo, aumenta la creatività. Quando siamo troppo rilassati, infatti, rischiamo di diventare pigri: allora le nostre capacità sono come addormentate. Succede, per esempio, quando ritorniamo al lavoro dopo le ferie: siamo così tranquilli che il ritmo consueto ci appare già troppo veloce. Il leggero stato di agitazione che ci prende quando siamo indaffarati è, dunque, quella che viene chiamata l'ansia normale: lieve e dura poco, magari giusto fino a quando non abbiamo portato a termine il compito al quale ci siamo applicati. L'ansia fisiologica è proporzionata alla difficoltà che abbiamo di fronte in quel momento: non diventa un ostacolo alle nostre capacità di funzionamento, ma ci rende addirittura più efficienti.
Pubblicato in FAQ Ansia
Sabato, 10 Novembre 2007 11:20

Ansia: sintomi

L’ansia ha sintomi riconducibili a tre grandi categorie.

1) Ansia: sintomi somatici:

  • dispnea e sensazione di soffocamento
  • palpitazioni
  • sudorazione o mani fredde e bagnate
  • bocca asciutta
  • vertigini o sensazione di sbandamento
  • nausea, diarrea o altri disturbi addominali
  • vampate di calore, o brividi
  • pollachiuria
  • tachicardia
  • pertensione
  • mal di stomaco
  • irrequietezza
  • facile affaticabilità
  • tensioni o dolenzia muscolare
  • tremori
  • contrazioni muscolari



2) Ansia: sintomi cognitivi:

  • sentirsi nervoso o sul filo del rasoio
  • risposte esagerate di allarme
  • difficoltà di concentrazione
  • sensazione di testa vuota
  • incapacità a rilassarsi
  • difficoltà di addormentamento
  • irritabilita' (aggressività nei bambini)
  • atteggiamento apprensivo
  • paura di morire
  • paura di perdere il controllo
  • paura di non riuscire ad affrontare le situazioni

Le risposte cognitive all’ansia sono pensieri negativi, per lo più irrealistici o esagerati nei confronti di particolari situazioni temute. Sono percezioni distorte della realtà, pensieri che anticipano una catastrofe a bassa probabilità (es. l’aereo su cui viaggerò potrebbe cadere). Questo genere di sintomi d'ansia può interferire negativamente con le abilità di pensiero comportando difficoltà nel ragionamento astratto, nella capacità di risoluzione dei problemi, nella capacità di pianificazione.

3) Ansia: sintomi comportamentali

  • fuga (tendenza ad allontanarsi dallo stimolo ansiogeno)
  • evitamento (messa in atto di comportamenti atti ad evitare uno stimolo ansiogeno
Pubblicato in Ansia
Giovedì, 04 Ottobre 2007 11:11

Curare la depressione in un anziano

Per curare in modo efficace e risolutivo una depressione, non esistono limiti d’età. Nell’anziano il compito può risultare più difficile per le condizioni di salute precarie o spesso per la presenza di malattie somatiche. In ogni caso una terapia condotta con attenzione e scrupolo, che tenga conto di questi fattori, ottiene la medesima percentuale di successi raggiungibili in altre età della vita. L’invecchiamento del cervello e la depressione sono, infatti, due eventi separati e ben distinti: è quindi un pregiudizio che non trova riscontri clinici ritenere che la depressione nell’anziano sia una conseguenza diretta dell’invecchiamento organico del cervello.



La depressione nell’anziano spesso si presenta assieme adi una malattia organica e questa può essere influenzata dal decorso della depressione . I soggetti anziani sono a volte in trattamento con più farmaci: per questo motivo è importanteprendere in considerazione sia le modificate capacità metaboliche che le interazioni farmacologiche con altre molecole, in particolare con steroidi, anticoagulanti, antiasmatici, antiaritmici. Per questo è consigliabile utilizzare per il trattamento SSRI o SNRI piuttosto che antidepressivi triciclici. Inoltre, questi ultimi, a causa della loro azione, possono indurre disturbi dell’attenzione, concentrazione e memoria con ulteriore peggioramento delle capacità prestazionali, funzionali e relazionali dell’anziano, compromettendo la sua qualità di vita. Al contrario, l’uso degli SSRI o SNRI oltre ad una specificazione sulla depressione sembra svolgere una funzione positiva a livello delle funzioni cognitive.

Pubblicato in Depressione
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La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell'ignoto.
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