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Domenica, 30 Settembre 2007 05:09

Quali sono i sintomi dell'ansia?

Facendo riferimento al DSM-IV, la presenza di uno stato ansioso che necessita di trattamento terapeutico si riconosce per la presenza concomitante dei seguenti sintomi:

  • Ansia e preoccupazioni eccessive (attesa apprensiva) che si manifestano per la maggior parte dei giorni da almeno sei mesi, a riguardo di una quantità di eventi o di attività (come prestazioni lavorative o scolastiche);
  • Difficoltà nel controllare la preoccupazione;



  • L'ansia, la preoccupazione o i sintomi fisici causano uno stato di disagio significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree relazionali importanti;
  • L'alterazione non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per esempio un abuso di droga, un farmaco) o di una condizione medica generale (per esempio ipertiroidismo);
  • L'ansia e la preoccupazione sono associate con tre (o più) dei sei sintomi seguenti (con alcuni di essi presenti per la maggior parte dei giorni negli ultimi sei mesi):
  • irrequietezza, o sentirsi tesi o con i nervi a fior di pelle;
  • facile affaticabilità
  • difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria;
  • irritabilità
  • tensione muscolare;
  • alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, o sonno inquieto e insoddisfacente).
Pubblicato in FAQ Ansia
Sabato, 10 Novembre 2007 11:20

Ansia: sintomi

L’ansia ha sintomi riconducibili a tre grandi categorie.

1) Ansia: sintomi somatici:

  • dispnea e sensazione di soffocamento
  • palpitazioni
  • sudorazione o mani fredde e bagnate
  • bocca asciutta
  • vertigini o sensazione di sbandamento
  • nausea, diarrea o altri disturbi addominali
  • vampate di calore, o brividi
  • pollachiuria
  • tachicardia
  • pertensione
  • mal di stomaco
  • irrequietezza
  • facile affaticabilità
  • tensioni o dolenzia muscolare
  • tremori
  • contrazioni muscolari



2) Ansia: sintomi cognitivi:

  • sentirsi nervoso o sul filo del rasoio
  • risposte esagerate di allarme
  • difficoltà di concentrazione
  • sensazione di testa vuota
  • incapacità a rilassarsi
  • difficoltà di addormentamento
  • irritabilita' (aggressività nei bambini)
  • atteggiamento apprensivo
  • paura di morire
  • paura di perdere il controllo
  • paura di non riuscire ad affrontare le situazioni

Le risposte cognitive all’ansia sono pensieri negativi, per lo più irrealistici o esagerati nei confronti di particolari situazioni temute. Sono percezioni distorte della realtà, pensieri che anticipano una catastrofe a bassa probabilità (es. l’aereo su cui viaggerò potrebbe cadere). Questo genere di sintomi d'ansia può interferire negativamente con le abilità di pensiero comportando difficoltà nel ragionamento astratto, nella capacità di risoluzione dei problemi, nella capacità di pianificazione.

3) Ansia: sintomi comportamentali

  • fuga (tendenza ad allontanarsi dallo stimolo ansiogeno)
  • evitamento (messa in atto di comportamenti atti ad evitare uno stimolo ansiogeno
Pubblicato in Ansia
Sabato, 09 Agosto 2008 09:30

Ansia generalizzata

ansia generalizzataSapevo di essere un po' ansioso ma ora mi sento bloccato e incapace di rilassarmi. A volte l'ansia va e viene altre volte è un ansia costante e può durare per giorni. Mi preoccupo di tutto; dal cosa preparare per un pranzo di festa a quale regalo fare qualcuno. Non riesco a lasciarmi andare.„
“Ho terribili problemi di sonno; ci sono lunghi periodi in cui mi sveglio ansioso nel mezzo della notte. Ho difficoltà a concentrarmi, persino leggendo il giornale o un romanzo. A volte ho un senso di vertigine, altrevolte il cuore batte più forte e veloce e questo mi fa preoccupare ancora di più. Immagino sempre che le cose siano peggio di come realmente sono: quando ho mal di stomaco, ad esempio, penso che sia ulcera. Sono continuamente in ansia"



Il disturbo d'ansia generalizzato (GAD) si caratterizza dalla presenza di ansia persistente, preoccupazione e tensione croniche. Le persone che ne soffrono vivono un'attesa apprensiva (tensione psichica, preoccupazione) con prospettive pessimistiche di eventi disastrosi per sé o per i propri fa miliari. A ciò si accompagnano tensione fisica, iperattività neurovegetativa e disturbi cognitivi come scarsa concentrazione e facile distraibilità. A volte il solo pensiero di una nuova giornata provoca loro ansia.

Il disturbo d'ansia generalizzato viene diagnosticato quando sono presenti per almeno sei mesi ansia e preoccupazione eccessiva (attesa apprensiva), per una varietà di eventi o di attività quotidiane (lavoro, scuola). La persona che ne soffre non riesce a controllare tale preoccupazione anche se si rende conto che la propria ansia è più intensa di quella effettivamente generata dalla situazione.

Le persone con questo disturbo d'ansia non riescono a distendersi facilmente, scattano facilmente e hanno difficoltà di concentrazione. Hanno spesso difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentate. I sintomi fisici che accompagnano spesso l'ansia includono l'affaticamento, le emicranie, tensioni e dolori muscolari, difficoltà a deglutire, tremori, irritabilità, sudore, nausea, vertigini, la necessità di andare frequentemente in bagno, mancanza d'aria e vampate di calore. Questi sintomi causano un disagio importante e compromettono la vita sociale, lavorativa, familiare, individuale.

Quando il loro livello di ansia è basso, le persone con disturbi d'ansia generalizzata possono funzionare socialmente e mantenere un lavoro. Anche se non evitano determinate situazioni come conseguenza del loro disordine, le persone con disturbi d'ansia generalizzata possono avere difficoltà ad effettuare le attività quotidiane più semplici se la loro ansia in quel momento è elevata.

Il disturbo d'ansia generalizzata interessa circa 2 milione di italiani e circa il doppio delle donne rispetto agli uomini. Il disturbo cresce gradualmente e può cominciare a qualsiasi età benchè il rischio sia più alto fra l'infanzia e la mezza età. Il disturbo d'ansia generalizzata viene diagnosticato quando qualcuno trascorre almeno 6 mesi preoccupandosi eccessivamente di un certo numero di problemi quotidiani. Vi è evidenza che l'ereditarietà svolga un ruolo modesto.

Gli altri disturbi d'ansia, la depressione, o abusi di sostanze accompagnano spesso il disturbo d'ansia generalizzata che raramente si verifica da solo.

Il disturbo d'ansia generalizzata comunemente è curato con farmaci o una terapia cognitivo comportamentale ma anche le condizioni che l'hanno causato devono essere trattate usando le terapie adatte.

Pubblicato in Ansia
Lunedì, 01 Ottobre 2007 12:27

Depressione e diminuzione della memoria

Spesso capita che il paziente riferisca di non riuscire a ricordare eventi del giorno precedente o di avere fatto qualcosa, insomma di avere disturbi di memoria che gli recano difficoltà nel lavoro e nello studio. Inoltre riferisce, talvolta, di avere difficoltà nella concentrazione o nel tenere il “filo del discorso”.
Ciò è dovuto alla mancanza di motivazione, al disinteresse e alla difficoltà di mantenere l’attenzione per un tempo sufficiente su ciò che si sta facendo. Spesso il paziente è molto preoccupato per queste alterazioni delle capacità intellettive, poiché teme che siano segni di un danno cerebrale definitivo. L'’alterazione delle normali funzioni intellettive è del tutto transitoria e reversibile e il recupero si verifica con il miglioramento delle condizioni depressive.
Pubblicato in Depressione
Martedì, 06 Novembre 2007 08:05

Disturbi della personalità

Come personalità, detto in maniera breve e forse semplicistica, si intende l'insieme delle caratteristiche e dei modi con cui la persona interagisce con gli altri, affronta le cose, pensa e vede il mondo e ciò che accade attorno a sè.

Ogni persona ha particolari caratteristiche (tratti di personalità), e questi tratti si adattano flessibilmente alle diverse situazioni modellandosi nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni, a seconda delle circostanze.

La persona con disturbi di personalità invece, presenta alcuni tratti in modo particolarmente accentuato e rigido anche quando le situazioni o le circostanze richiederebbero atteggiamenti diversi o più opportuni.




Per esempio, una persona con disturbo istrionico di personalità ha costantemente bisogno di attenzione ed assume un atteggiamento sempre seduttivo e provocante anche in momenti inopportuni, senza rendersi conto che in molti casi questo comportamento potrebbe essere imbarazzante per chi gli stà accanto.

Coloro che presentano questi disturbi, non si rendono conto di quanto e' particolare il loro modo di essere, e mentre gli altri li possono vedere e categorizzare come "strani", "paranoici", "esaltati", a seconda del disturbo, essi si vedono perfettamente normali, perche' per loro quello è il normale modo di agire.

Molte persone possono essere definite "particolari" per il loro carattere, a volte magari esuberante ed eccentrico oppure puntiglioso, o aggressivo, ma viene definito disturbo di personalità solo se quando e' persistente e crea vere difficoltà sia per la persona stessa che per chi la circonda.

 

Disturbi di personalità - caratteristica principale: comportamento bizzarro

  • Disturbo paranoide di personalità: chi soffre di questo disturbo pensa che gli altri tramino alle sue spalle per ingannarlo. E' sospettoso e convinto che vi siano complotti contro di lui anche se non c'e' nessuna prova a riguardo.
  • Disturbo schizoide di personalità: chi soffre di questo disturbo e' una persona solitaria, a cui sembra non importare delle relazioni con gli altri. Raramente prova piacere, ha poche espressioni ed appare senza emozioni.
  • Disturbo schizotipico di personalità: chi soffre di questo disturbo e' una persona eccentrica e sente di avere poteri extrasensoriali o di essere particolarmente intuitiva.

Disturbi di personalità - caratteristica principale: emotività

  • Disturbo borderline di personalità: chi soffre di questo disturbo e' molto impulsivo ed instabile sia nelle relazioni con gli altri, sia nell'immagine che ha di se'. Cambia spesso opinione ed obiettivi.
  • Disturbo istrionico di personalità: chi soffre di questo disturbo e' una persona seduttiva, teatrale, sempre alla ricerca di attenzioni. Spesso cerca di attrarre tramite l'aspetto fisico.
  • Disturbo narcisistico di personalità: chi soffre di questo disturbo si sente grandioso, perfetto, e ricerca dagli altri lodi ed ammirazioni, come se gli fossero dovuti data la sua superiorita'.
  • Disturbo antisociale di personalità: chi soffre di questo disturbo e' una persona manipolativa, che viola i diritti degli altri senza provare sensi di colpa. E' spesso una persona irresponsabile e violenta.

Disturbi di personalita' - caratteristica principale: ansia

  • Disturbo evitante di personalità: chi soffre di questo disturbo si sente timido, inadeguato. E' ipersensibile alle critiche e per questo evita di avere rapporti sociali.
  • Disturbo dipendente di personalità: chi soffre di questo disturbo ha grosse difficoltà a prendere decisioni e sente il forte bisogno di essere accudito.
  • Disturbo ossessivo compulsivo di personalità: chi soffre di questo disturbo e' un perfezionista, sente il bisogno di controllare tutto e di essere estremamente preciso ed ordinato.
Pubblicato in Altri Disturbi
Martedì, 05 Febbraio 2008 02:47

Psicoterapia centrata sul cliente

La Psicoterapia centrata sul cliente è un metodo terapeutico ad orientamento umanistico-esistenziale sviluppato a partire dagli anni '40 dallo psicologo americano Carl Rogers.

Il termine "cliente" sta a sottolineare il rifiuto da parte di Rogers del concetto allora imperante di "paziente" come utente passivo che si affida alle cure dell'esperto, che, dall'alto delle sue conoscenze, dirige l'andamento della terapia, per sostituirlo col termine "cliente", più adatto alla sua idea di utente attivo e responsabile al processo di cambiamento.

L'obiettivo principale della Psicoterapia centrata sul cliente non è tanto la risoluzione di un problema specifico, quanto quello di aiutare il cliente a sviluppare le proprie potenzialità per affrontare in maniera costruttiva non soltanto il problema attuale, ma anche eventuali difficoltà future.

Per realizzare ciò, il terapeuta cercherà di creare un'atmosfera calda e sicura, il cosiddetto "clima facilitante", in cui il cliente potrà conoscersi e attivare il suo processo di autorealizzazione in condizioni ottimali di sicurezza e libertà.

Pubblicato in Psicoterapia
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