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Domenica, 30 Settembre 2007 05:25

Perché le donne sono più colpite degli uomini?

Tutti gli studi epidemiologici attestano che la depressione colpisce le donne in misura doppia rispetto agli uomini ed i motivi possono essere così riassunti:
  • motivi di ordine culturale, in quanto la donna ha una maggiore facilità a denunciare il proprio malessere;
  • motivi di ordine sociale, legati alle frustrazioni e alle ancora elevate difficoltà che molte donne incontrano nella loro realizzazione in ambito lavorativo;
  • motivi di ordine biologico, legati alle tempeste ormonali cui l’organismo femminile viene sottoposto (cicli mestruali, gravidanze, menopausa) e che possono favorire lo sviluppo di crisi depressive.
Pubblicato in Depressione
Lunedì, 26 Marzo 2012 15:31

Donne, organizzazioni e double bind

Negli ultimi anni è sorto un grande interesse -che ha portato a un notevole numero di studi -sui problemi comunicativi derivanti dalle differenze di linguaggio tra uomini e donne. Per quanto le evidenze statistiche siano contestate da alcuni ricercatori sembra ormai accertata l'esistenza di un "dialetto femminile". Si tratterebbe di un modo si esprimersi molto descrittivo e attento ai dettagli, che evita espressioni troppo forti o aggressive; utilizza forme deboli, dubitativo-ipotetiche, domande retoriche e forme interrogative anche quando vuole affermare qualcosa; impiega un gran numero di aggettivi; presenta pronunciate differenze di intonazione; attribuisce grande importanza a non verbale e paraverbale; mostra evidenti cambiamenti di stile condizionati da contesti e interlocutori, una forte dipendenza dal contesto che porta a lasciare impliciti buona parte dei contenuti di una conversazione e un grado di ambiguità di significato assai alto.

Lakoff lo descrive come powerless language usando la locuzione sia nel senso di linguaggio usato da soggetti privi di potere, che nel senso di linguaggio inefficace. L'idea sembra confermata dal lavoro di West e Zimmermann che hanno rilevato l'alta frequenza con cui una donna viene interrotta da un interlocutore maschio, in contrasto con la bassa frequenza dell'evenienza contraria e i problemi che una donna incontra nell'utilizzo di espressioni gergali o confidenziali in contesti semi-pubblici (i.e. le conversazioni da bar o da sala mensa). Secondo Michell, il linguaggio appare condizionato anche dalle strategie di autoaffermazione ritenute più appropriate, rispetto alle risorse sociali disponibili e, in questo senso, le forme indirette del linguaggio femminile (mezze verità e reticenze) sembrano essere una risposta ragionevole e, in certa misura efficace, alle difficoltà di adattamento a una società spesso ancora fortemente maschilista.

Per Cheryl Kramer, invece, la differenza più significativa tra linguaggio maschile e femminile è che il secondo appare "more restricted", cioè può essere utilizzato in un numero di contesti più ristretto, è meno adatto a trattare una serie di argomenti (tra cui anche finanza e politica), ed è meno enfatico, potendo disporre di un numero minore di esclamazioni e oscenità. A ben vedere le differenze elencate sembrano strettamente legate agli stereotipi sessuali tradizionali per cui alcuni autori hanno insinuato che le ricerche sul linguaggio siano troppo influenzate da pregiudizi e preconcetti e poco supportate da prove concrete. Ciò che però appare innegabile è che il sesso di un parlante è un elemento condizionante per i suoi ascoltatori, poiché comporta differenze nelle aspettative e nelle percezioni di quanto viene detto. In altre parole si può contestare che le donne si esprimano realmente in modo diverso dagli uomini, ma non si può contestare che chi le ascolta si aspetta che si esprimano in modo diverso e giudica diversamente cosa sia comunicativamente appropriato e cosa non lo sia. La situazione, per quanto sgradevole, appare abbastanza chiaramente definita nei contesti familiari e di vita quotidiana, ma le cose si complicano in ambito lavorativo. In tale settore infatti, può non essere cosi semplice stabilire se la propria controparte preferisca una "tradizionale leggiadria" o comportamenti più assertivi, sicuri o addirittura aggressivi. Inoltre facilmente compariranno differenze tra quello che può risultare opportuno tra un capo (uomo) e una collaboratrice, tra uno o più collaboratori e un capo (donna) e tra colleghi pari grado. Ad esempio, l'utilizzo di forme interrogative e condizionali per avanzare una proposta durante una riunione mista può dare l'impressione di insicurezza, favorendo la possibilità di essere ignorate e interrotte, ma d'al- tra parte affermazioni troppo secche e dirette possono suonare aggressive e suscitare ostilità. Negli ambienti a forte predominanza maschile questo tipo di ambivalenza appare molto evidente. Una donna che ricopra un incarico di responsabilità dovrà assolutamente dimostrare di essere forte, competente e sicura per ottenere il rispetto dei colleghi, ma, nello stesso tempo, questo atteggiamento la farà apparire minacciosa e potrebbe crearle conflitti interni rispetto ai metodi di comportamento che le sono stati inculcati durante infanzia e adolescenza.

Un altro problema sorge poi riguardo a doppi sensi e umorismo a sfondo sessuale. Se una donna si dimostra offesa, rischia di essere considerata asociale e snob, se ride, rischia di vedere messa in dubbio la propria moralità.

Si tratta, insomma, di classici esempi di situazioni double bind del tipo: "sbaglio se mi adeguo e sbaglio se non mi adeguo".

I vari tipi di "azioni positive" e interventi in favore dell'integrazione delle donne nel mondo del lavoro non hanno, fino a oggi, preso in considerazione questo aspetto. Un punto di partenza può essere ancora una volta, come in tutte le realtà in cui compare un doppio legame, I'esplicitazione del problema. Solo attraverso momenti di confronto libero o strutturato (role-playinge altri tipi di gioco e dinamiche di gruppo) si potrà arrivare, nel tempo, al riconoscimento e alla decostruzione di questi meccanismi costrittivi e alla creazione di ambienti che permettano maggiore libertà agli individui e un migliore utilizzo delle risorse umane disponibili. In ogni caso. secondo Coates, le donne sembrano essere estremamente sensibili, pronte e disponibili a cogliere ogni evoluzione e cambiamento del linguaggio disponendo di una plasticità espressiva tale da permettere loro di cambiare gli schemi utilizzati non appena se ne presenti l'occasione e questo pub essere un’ottima fonte di speranza per il futuro.  

Pubblicato in Stress e Lavoro
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