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Lunedì, 09 Agosto 2004 09:30

Le fobie

Sono spaventato a morte anche solo dall'idea di volare e non lo farò mai più. La paura del viaggio mi assale già un mese prima di dover partire. E' una sensazione terribile quando il portello dell'aereo si chiude e mi sento in trappola. Il cuore batte frenetico e sudo tantissimo. Quando l'aereo comincia a salire si rafforza la sensazione di essere in trappola e non poter fuggire. Quando penso al volo, mi immagino perdere il controllo, impazzire e arrampicarmi sulle pareti, anche se naturalmente non ho fatto mai fatto una cosa del genere. Non ho paura di precipitare o delle turbolenze ma di quella sensazione di essere imprigionato. Ogni volta che ho pensato di cambiare lavoro, mi sono chiesto, "Mi verrà chiesto di volare?„ Attualmente vado soltanto in posti che posso raggiungere in auto o prendendo un treno. I miei amici mi fanno notare che non potrei scendere neanche da un treno che viaggia ad alta velocità, allora perché i treni non mi danno fastidio? Io semplicemente rispondo che non si tratta di una paura razionale.



Una fobia è una paura intensa, irrazionale e sproporzionata di qualcosa che non rappresenta una pericolo reale e con cui altre persone si confrontano senza particolari timori. Alcune delle fobie più comuni sono relative ad ambienti chiusi, all'altezza, alle scale mobili, alle gallerie, alle autostrade, a guidare, all'acqua, al volo, ai cani ed alle ferite con sangue. Tali fobie non sono solo un timore estremo; sono paure irrazionali di una cosa particolare.

La fobia ossia la paura marcata e persistente ha caratteristiche ben definite:

  • è sproporzionata rispetto al pericolo reale pericolo della situazione;
  • non è controllabile con ragionamenti, spiegazioni razionali e dimostrazioni;
  • supera la capacità di controllo volontario che il soggetto è in grado di attuare;
  • genera l’evitamento sistematico della situazione temuta;
  • rimane per un periodo prolungato di tempo senza risolversi o attenuarsi;
  • causa un certo grado di disadattamento per l’interessato;
  • il soggetto interessato si rende conto che la paura è irragionevole e non è dovuta all'effettiva pericolosità della situazione temuta.

Chi ha delle fobie è sopraffatto dal terrore all'idea di venire a contatto magari con l'oggetto della sua paura come un ragno innocuo o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere un'azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone (ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l'ascensore o la metropolitana). Chi soffre di fobie si rende conto dell'irrazionalità di certe reazioni emotive, ma non riesce a controllarle.
L'ansia da fobia, o "fobica", si manifesta con sintomi come tachicardia, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza e quando si sta male si desidera solamente fuggire.
Scappare, d'altra parte, è una strategia nelle situazioni di pericolo. La tendenza ad evitare ogni situazione o condizione che possa essere associate alla paura, sebbene riduca sul momento gli effetti della paura, in realtà costituisce una trappola: ogni evitamento conferma la pericolosità della situazione evitata e prepara l'evitamento successivo (in termini psicologici si dice che ogni evitamento rinforza negativamente la paura). La spirale di progressivi evitamenti aumenta la sfiducia nelle proprie risorse e anche della reazione fobica della persona, al punto da interferire significativamente con la normale routine dell'individuo, con il lavoro, la scuola o con le attività o le relazioni sociali. Il disagio diviene sempre più limitante. Chi ha la fobia dell'aereo può trovarsi, ad esempio, a rinunciare a molte trasferte, e la cosa diventa imbarazzante se è necessario spostarsi per lavoro. Chi è terrorizzato da aghi e siringhe può rinunciare a controlli medici necessari o addirittura privarsi dell'esperienza della gravidanza. Chi ha paura dei piccioni non attraversa le piazze e non può godersi un caffè seduto ai tavolini di un bar all'aperto e così via. Potete essere capaci di sciare sulle montagne più alte del mondo con facilità ma non riuscire a superare il quinto piano di una palazzina di uffici. Benché gli adulti con fobie si rendano conto che questi timori sono irrazionali, trovano spesso che affrontare, o persino pensare di affrontare, l'oggetto temuto o la situazione porti un attacco di panico o una forte ansia.

Le fobie interessano 5 milioni di italiani e sono due volte più frequenati nelle donne che negli uomini solitamente compaiono nell'infanzia o nell'adolescenza e tendono a persistere nell'età adulta.
Le cause delle fobie non sono del tutto chiare ma si evidenzia una tendenza a svilupparle in famiglia. Se la situazione temuta o l'oggetto temuto è facile da evitare, la persona con una fobia specifica potrebbe non cercare aiuto; ma se l'evitamento interferisce con la carriera o la vita personale può diventare inabilitante e solitamente va alla ricerca della cura. Le fobie rispondono molto bene a psicoterapie mirate.
Pubblicato in Ansia
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Motivazionali

L'ansia è l'interesse che si paga su un guaio prima che esso arrivi.
William Ralph Inge

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