Disturbi della personalità
Come personalità, detto in maniera breve e forse semplicistica, si intende l'insieme delle caratteristiche e dei modi con cui la persona interagisce con gli altri, affronta le cose, pensa e vede il mondo e ciò che accade attorno a sè.
Ogni persona ha particolari caratteristiche (tratti di personalità), e questi tratti si adattano flessibilmente alle diverse situazioni modellandosi nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni, a seconda delle circostanze.
La persona con disturbi di personalità invece, presenta alcuni tratti in modo particolarmente accentuato e rigido anche quando le situazioni o le circostanze richiederebbero atteggiamenti diversi o più opportuni.
Per esempio, una persona con disturbo istrionico di personalità ha costantemente bisogno di attenzione ed assume un atteggiamento sempre seduttivo e provocante anche in momenti inopportuni, senza rendersi conto che in molti casi questo comportamento potrebbe essere imbarazzante per chi gli stà accanto.
Coloro che presentano questi disturbi, non si rendono conto di quanto e' particolare il loro modo di essere, e mentre gli altri li possono vedere e categorizzare come "strani", "paranoici", "esaltati", a seconda del disturbo, essi si vedono perfettamente normali, perche' per loro quello è il normale modo di agire.
Molte persone possono essere definite "particolari" per il loro carattere, a volte magari esuberante ed eccentrico oppure puntiglioso, o aggressivo, ma viene definito disturbo di personalità solo se quando e' persistente e crea vere difficoltà sia per la persona stessa che per chi la circonda.
Disturbi di personalità - caratteristica principale: comportamento bizzarro
- Disturbo paranoide di personalità: chi soffre di questo disturbo pensa che gli altri tramino alle sue spalle per ingannarlo. E' sospettoso e convinto che vi siano complotti contro di lui anche se non c'e' nessuna prova a riguardo.
- Disturbo schizoide di personalità: chi soffre di questo disturbo e' una persona solitaria, a cui sembra non importare delle relazioni con gli altri. Raramente prova piacere, ha poche espressioni ed appare senza emozioni.
- Disturbo schizotipico di personalità: chi soffre di questo disturbo e' una persona eccentrica e sente di avere poteri extrasensoriali o di essere particolarmente intuitiva.
Disturbi di personalità - caratteristica principale: emotività
- Disturbo borderline di personalità: chi soffre di questo disturbo e' molto impulsivo ed instabile sia nelle relazioni con gli altri, sia nell'immagine che ha di se'. Cambia spesso opinione ed obiettivi.
- Disturbo istrionico di personalità: chi soffre di questo disturbo e' una persona seduttiva, teatrale, sempre alla ricerca di attenzioni. Spesso cerca di attrarre tramite l'aspetto fisico.
- Disturbo narcisistico di personalità: chi soffre di questo disturbo si sente grandioso, perfetto, e ricerca dagli altri lodi ed ammirazioni, come se gli fossero dovuti data la sua superiorita'.
- Disturbo antisociale di personalità: chi soffre di questo disturbo e' una persona manipolativa, che viola i diritti degli altri senza provare sensi di colpa. E' spesso una persona irresponsabile e violenta.
Disturbi di personalita' - caratteristica principale: ansia
- Disturbo evitante di personalità: chi soffre di questo disturbo si sente timido, inadeguato. E' ipersensibile alle critiche e per questo evita di avere rapporti sociali.
- Disturbo dipendente di personalità: chi soffre di questo disturbo ha grosse difficoltà a prendere decisioni e sente il forte bisogno di essere accudito.
- Disturbo ossessivo compulsivo di personalità: chi soffre di questo disturbo e' un perfezionista, sente il bisogno di controllare tutto e di essere estremamente preciso ed ordinato.
Ansia e omeopatia
Molti sono i rimedi omeopatici (circa 180) capaci di agire con efficacia sull’ansia. Tuttavia devono essere utilizzati dopo un’attenta valutazione medica poiché l’omeopatia cerca di "curare" l’intera persona piuttosto che i sintomi di una singola malattia.
Aconitum napollus è il rimedio per il "terrore" ansioso, dell’angoscia improvvisa caratterizzata dalla paura di morire, dell’agitazione che porta la persona a muoversi continuamente per tentare di "scaricare" la tensione, dell’ansia che compare anche a notte fonda.
Arsenicum album è efficace in chi è pieno di sensi di colpa e continua ad avere idee ossessive. Il rimedio è elettivo soprattutto per le persone ansiose con una personalità di fondo caratterizzata dall’essere scrupolosi, ordinati, "controllati" ma estremamente contrariabili, attenti ai particolari, a quelle persone alle quali "non sfugge nulla" che sia fuori posto.
Argentum nitricum, adatto alla cosiddetta ansia da fretta cioè a quella tensione incontenibile che pervade alcuni individui sempre timorosi di essere in ritardo. Queste sono persone che fanno tutto in fretta e che desiderano di avere già finito quello che stanno facendo.
Calcarea cargonica rimedio per chi ha paura di tutto e del fatto che gli altri si rendano conto del suo stato. Queste persone in genere nascondono la propria paura - ansia apparendo ciò che non sono cioè decisi, "duri" e tenaci.
Mobbing
Il mobbing, o terrore psicologico sul posto di lavoro, si riferisce ad una modalità di comunicazione ostile, non etica, sistematicamente diretta da uno o più soggetti (specialmente) verso un solo individuo che per mezzo di persistenti attività di mobbing, è spinto e mantenuto in una condizione d'impotenza.
Queste azioni avvengono con una frequenza elevata (almeno una volta alla settimana) e per periodi protratti (almeno per sei mesi). A causa di della frequenza e della durata del comportamento ostile, questo maltrattamento porta a sofferenza mentale, psicosomatica, e sociale. Heìnz Leymann
Il mobbing si presenta sotto diverse forme.
Mobbing di tipo verticale: quando la violenza psicologica viene posta in essere nei confronti della vittima da un superiore (nella terminologia anglosassone questa forma viene anche definita bossing o bullying );
- bossing: azione compiuta dall’azienda o dalla direzione del personale nei confronti di dipendenti divenuti scomodi. Si tratta dunque di una strategia aziendale di riduzione, ringiovanimento o razionalizzazione degli organici (detto anche mobbing pianificato);
- bullying: indica i comportamenti vessatori messi in atto da un singolo capo.
Mobbing di tipo orizzontale: quando l’azione discriminatoria è messa in atto dai colleghi nei confronti del soggetto colpito.
Mobbing individuale: quando oggetto è il singolo lavoratore.
Mobbing collettivo: quando colpiti da atti discriminatori sono gruppi di lavoratori (si pensi alle ristrutturazioni aziendali, prepensionamenti, cassa integrazione etc.)
Mobbing dal basso sia individuale che collettivo: quando viene messa in discussione l’autorità di un superiore.
Come già espresso lo scopo del Mobbing è quello di eliminare una persona divenuta in qualche modo "scomoda", inducendola alle dimissioni volontarie o provocandone un motivato licenziamento.
Ci sono delle condizioni soggettive che permettono lo sviluppo del mobbing:
- Stress: reazioni con cui un individuo reagisce agli stimoli esterni o interni (stressor).
- Conflitti:
- Emotivo (insicurezza del posto dì lavoro, mancanza di riconoscimento, di promozioni, fine carriera)
- Cognitivo (reticenza di informazioni, compiti incongruenti, noia, richieste eccessive o insufficienti, disorganizzazione) - Personalità del mobber: Struttura di personalità narcisistica (ottenere o mantenere il potere usando gli altri come oggetti), struttura di personalità paranoide (pervasiva sfiducia e sospettosità nei confronti degli altri)
Una situazione di mobbing può anche sfociare in una situazione di doppio mobbing ossia una condizione nella quale la persona mobbizzata finisce per perdere il sostegno della famiglia: la violenza subita sul posto di lavoro diventa il suo unico ed ossessivo argomento di conversazione per cui i parenti, anche quelli normalmente più solidali, tendono ad evitarlo per non ascoltarlo più.
La terapia del mobbing appare, inevitabilmente, un tema estremamente complesso. Se valutiamo il "mobbizzato" non solo come paziente che presenta una sintomatologia ma come persona in notevole difficoltà risulta necessario attuare una strategia di risoluzione che prenda in considerazione tutti gli aspetti del problema.L'approccio strategico offre un modello d'intervento utile sia allo psicoterapeuta che all'esperto di risorse umane per l'intervento sui casi di mobbing. Appare chiaro che l'intervento deve essere sia organizzativo che terapeutico ed è quindi auspicabile una sempre più stretta collaborazione tra psicoterapeuti e manager delle risorse umane. In Italia, la lotta al mobbing è ancora limitata nella sua efficacia rispetto alla reale entità del problema, le aziende investono ancora poco in formazione, ricerca ed informazione sul mobbing riducendo il problema ad un fenomeno poco frequente e relativo a pochi individui all'interno dell'organizzazione
Psicoterapia della Gestalt
La Psicoterapia della Gestalt è un metodo terapeutico ad orientamento umanistico-esistenziale sviluppatosi negli Sati Uniti a partire dagli anni '50 per opera dello psicologo tedesco Frederick (Fritz) Perls.
Il termine tedesco "Gestalt", che significa "forma" o "configurazione", deriva dall'omonima teoria psicologica che lo usò per evidenziare la tendenza a percepire un insieme di stimoli in unità organizzate il cui senso è qualitativamente diverso rispetto alla loro sommatoria. Su queste basi la terapia gestaltica vede il disagio psicologico come una rottura dell'equilibrio tra le parti che compongono la personalità nel suo insieme, ed assume come obiettivo principale non tanto l'eliminazione dei sintomi, quanto il favorire un maggior grado di autoconoscenza e di integrazione della personalità in tutti i suoi aspetti (corporeo, emotivo, cognitivo, sociale).
Per raggiungere questo obiettivo, la terapia della Gestalt adotta varie tecniche. Tra le più importanti possiamo ricordare:
- "qui e ora": il paziente è incoraggiato a prendere coscienza della sua esperienza immediata, per verificare in concreto le sue modalità d'interazione nel luogo stesso in cui si trova al momento presente; ciò lo aiuterà ad acquisire un maggior grado di consapevolezza ed un più adeguato scambio con l'ambiente circostante.
- sedia vuota: il paziente in un "gioco di ruolo" interpreta diverse "parti" di sé stesso, che sono in contrapposizione l'una con l'altra, in modo da entrare in contatto con gli aspetti negati della propria personalità e favorirne l'integrazione. Tale tecnica può essere usata anche facendo visualizzare al paziente una figura per lui significativa, e facendogli esprimere alternativamente i sentimenti dell'uno e dell'altro.
- polarità opposte: il paziente è invitato ad esprimere alternativamente le polarità opposte di sentimenti e atteggiamenti in modo da trovare un equilibrio tra i due estremi e scoprire parti di sé allontanate ed inespresse.

