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Domenica, 30 Settembre 2007 05:09

Quali sono i sintomi dell'ansia?

Facendo riferimento al DSM-IV, la presenza di uno stato ansioso che necessita di trattamento terapeutico si riconosce per la presenza concomitante dei seguenti sintomi:

  • Ansia e preoccupazioni eccessive (attesa apprensiva) che si manifestano per la maggior parte dei giorni da almeno sei mesi, a riguardo di una quantità di eventi o di attività (come prestazioni lavorative o scolastiche);
  • Difficoltà nel controllare la preoccupazione;



  • L'ansia, la preoccupazione o i sintomi fisici causano uno stato di disagio significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree relazionali importanti;
  • L'alterazione non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per esempio un abuso di droga, un farmaco) o di una condizione medica generale (per esempio ipertiroidismo);
  • L'ansia e la preoccupazione sono associate con tre (o più) dei sei sintomi seguenti (con alcuni di essi presenti per la maggior parte dei giorni negli ultimi sei mesi):
  • irrequietezza, o sentirsi tesi o con i nervi a fior di pelle;
  • facile affaticabilità
  • difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria;
  • irritabilità
  • tensione muscolare;
  • alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, o sonno inquieto e insoddisfacente).
Pubblicato in FAQ Ansia
Mercoledì, 12 Maggio 2004 12:54

Cos'è l'ansia?

Si tratta di un disturbo che interessa il 5% della popolazione italiana, circa tre milioni di persone. L’ansia è definita come una reazione istintiva di difesa, un allarme proprio dell’istinto di conservazione, ma anche come uno stato di tensione emotiva cui spesso si accompagnano sintomi fisici come tremore, sudorazione, palpitazioni ed aumento della frequenza cardiaca.
L’ansia fisiologica è un’emozione che anticipa il pericolo e si accompagna ad un aumento della vigilanza ed all’instaurarsi di un complesso meccanismo di allarme. L’ansia patologica si caratterizza invece come una risposta inappropriata a preoccupazioni esistenziali o relative all’ambiente e determina un’alterazione delle normali capacità individuali.
A volte si nasconde dietro una sensazione di tremore e di debolezza alle gambe, un'abbondante sudorazione, un respiro affannoso e un senso di palpitazioni al cuore. Non di rado diventa eccessiva preoccupazione per il futuro, timore di non risolvere i problemi del momento, senso di paura e tendenza a ''torturarsi'' con i propri pensieri. E questi sono soltanto due volti, quello fisico e quello psichico, con cui possiamo manifestare le nostre ansie. Ma ce ne sono molti altri.



Capita che ci comportiamo in modo che gli altri si accorgano del nostro stato, per esempio muovendoci in fretta, o fumando più del solito, rosicchiandoci le unghie o mangiando nervosamente e in maniera esagerata. E' sinonimo di ansia anche il fatto di ritenere insormontabili le situazioni che si devono affrontare nella vita di tutti i giorni, in ufficio o in famiglia. L'ansia è dunque una situazione sgradevole di apprensione e di aumento della tensione, a cui si associano un senso di paura, di minaccia e quindi di scarso controllo di quello che sta per succedere. Se è vero che esiste un'ansia fisiologica, in altre parole una risposta naturale dell'organismo a situazioni di stress o pericolo, è altrettanto vero che quando questa risposta è eccessiva, può diventare a un problema. Molte volte infatti l'ansia compare senza un perché: gli addetti ai lavori dicono che l'ansia è "UNA PAURA SENZA IL SUO OGGETTO". Si vive infatti come tale, ma può presentarsi anche quando in realtà non stiamo correndo nessun pericolo reale e imminente.
Un pò d'ansia serve a farci funzionare meglio, a farci stare più all'erta e più concentrati su ciò che stiamo svolgendo, aumenta la creatività. Quando siamo troppo rilassati, infatti, rischiamo di diventare pigri: allora le nostre capacità sono come addormentate. Succede, per esempio, quando ritorniamo al lavoro dopo le ferie: siamo così tranquilli che il ritmo consueto ci appare già troppo veloce. Il leggero stato di agitazione che ci prende quando siamo indaffarati è, dunque, quella che viene chiamata l'ansia normale: lieve e dura poco, magari giusto fino a quando non abbiamo portato a termine il compito al quale ci siamo applicati. L'ansia fisiologica è proporzionata alla difficoltà che abbiamo di fronte in quel momento: non diventa un ostacolo alle nostre capacità di funzionamento, ma ci rende addirittura più efficienti.
Pubblicato in FAQ Ansia
Mercoledì, 07 Luglio 2004 12:54

Ansia e Panico: cosa sono

L'ansia è un'emozione con una sensazione di costante minaccia e paura immotivata.
Gli attacchi di panico sono crisi d'ansia estreme, sconvolgenti, con i sintomi dell'ansia al massimo dell'intensità, fino alla paura di morire, impazzire o perdere il controllo.
l disturbi da attacchi di panico sono caratterizzati da ripetuti attacchi di panico, imprevedibili, inaspettati e non provocati né da una malattia medica né da una sostanza.
L' Ansia anticipatoria, una caratteristica del disturbo da attacchi di panico, è la paura del ripresentarsi di un nuovo attacco. Questa preoccupazione cresce e pervade l'intera esistenza della persona che vive in un continuo stato di apprensione di "paura di avere paura".



L'agorafobia si ha quando una persona teme ed evita posti e situazioni da cui secondo lei sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi (ad es.: un viaggio in treno, in autobus, una fila al supermercato), oppure quelle situazioni in cui pensa di non poter avere un aiuto sufficiente nel caso di un malessere o un attacco di panico (ad es.: una strada solitaria, un luogo affollato, un posto lontano da casa). Capita quindi che, dopo gli attacchi di panico, una persona sviluppi un processo di evitamento, per cui limita sempre più i suoi movimenti e le sue attività lavorative e sociali.
I sintomi somatici dell'ansia sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale la classica risposta del sistema simpatico di tipo "combatti o fuggi".
L'ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore interno. Può esistere come disturbo cerebrale primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, inclusi altri disturbi psichiatrici. L'ansia sembra avere una componente cognitiva, una somatica, una emozionale e una comportamentale (Seligman, Walker & Rosenhan, 2001). La componente cognitiva comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto. Dal punto di vista somatico, il corpo prepara l'organismo ad affrontare la minaccia (una reazione d'emergenza): la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. Esternamente i segni somatici dell'ansia possono includere pallore della pelle, sudore, tremore e dilatazione pupillare.

Dal punto di vista emozionale, l'ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi. Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all'evitare la fonte dell'ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d'ansia. Comunque l'ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un'emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza.

Si pensa che i circuiti neurali che coinvolgono l'amigdala e l'ippocampo soggiacciano all'ansia (Rosen & Schulkin, 1998). Quando i soggetti vengono sottoposti a stimoli spiacevoli e potenzialmente dannosi come odori o gusti ripugnanti, le scansioni PET eseguite su di loro mostrano flussi sanguigni aumentati nell'amigdala (Zald & Pardo, 1997; Zald, Hagen & Pardo, 2002). In questi studi, i partecipanti riportarono anche un'ansia moderata. Questo potrebbe indicare che l'ansia è un meccanismo protettivo progettato per prevenire un comportamenti potenzialmente dannosi per l'organismo come nutrirsi di cibo avariato. Se l'ansia ricorre cronicamente e questa ha un forte impatto sulla vita di una persona, si può diagnosticare un disturbo d'ansia. 

Il disturbo d'ansia può essere un disagio psicologico a sè stante oppure un sintomo di altri disturbi psicologici (ad es. depressione). Puo' manifestarsi a livello emotivo come attesa con apprensione, preoccupazione ed insicurezza, anticipazione di eventi negativi, e a livello somatico con aumento del ritmo cardiaco, sudorazione, spasmi muscolari, pallore, tremori, vertigini, e nei casi piu' estremi reazioni di fuga, immobilizzazione, sensazione di soffocamento o di costrizione toracica.

Alcuni disturbi d'ansia:

  • Disturbo da Attacchi di panico (DAP): episodi brevi e improvvisi di ansia e terrore caratterizzati da sensazione di soffocamento, dolore al petto e paura di morire.
  • Fobia: paura estrema e non razionale nei confronti di situazioni od oggetti che non sono in realta' pericolosi per la persona. Esistono diversi tipi di fobia, i principali sono: Agorafobia; Fobia sociale; Claustrofobia; Ipocondria; Aracnofobia; Ornitofobia; Acrofobia;
  • Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC): caratterizzato da idee fisse ed irrazionali e da comportamenti ripetitivi o azioni mentali con lo scopo di prevenire o ridurre uno stato d'ansia.
  • Disturbo acuto da stress: sensazioni di ansia e sintomi dissociativi (per meno di un mese) dopo che la persona ha vissuto un evento traumatico (aggressione, rapimento, violenza, disastro, morte di un familiare ...).
  • Disturbo post-traumatico da stress (DPTS): sensazioni di paura ed orrore persistenti nel tempo (per piu' di un mese) dopo che la persona ha vissuto un evento traumatico (aggressione, rapimento, violenza, disastro, morte di un familiare ...).
  • Disturbo d'ansia generalizzata (DAG): stato permanente di allarme senza che vi sia un reale pericolo e paura che succedano cose negative
Pubblicato in Ansia
Giovedì, 04 Ottobre 2007 11:07

Utilità dei "ricostituenti" nella depressione

Nella depressione non servono sostanze con effetto tonico, energizzante e rinforzante a livello fisico. Accade spesso che siano prescritti dal medico di base per fornire un aiuto al paziente che lamenta uno stato astenico, cioè un senso di estrema stanchezza, non legato a particolari fatiche fisiche. I risultati sono però modesti perché all’origine della spossatezza del depresso non vi sono motivazioni di tipo fisico.

Lo stato astenico è, infatti, l’'espressione fisica della scarsa quantità d’'energia psichica che caratterizza la depressione. Sarà compito della terapia antidepressiva, mediante la sua azione sul tono dell'’umore, a determinare il miglioramento dell’'astenia.

Pubblicato in Depressione
Mercoledì, 07 Luglio 2004 12:54

Attacchi di panico

 

“Gli attacchi di panico sono un'esperienza violenta. Perdo contatto con la realtà, sento di perdere il controllo di me stesso. Il cuore batte forte, mi sembra di non riuscire a respirare e provo una sensazione opprimente come mi stesse cadendo il mondo addosso„
“Tutto è cominciato 10 anni fa, mi ero appena laureato e avevo iniziato un nuovo lavoro. Stavo assistendo a un seminario d'affari in un hotel e l'attacco di panico è scoppiato all'improvviso. Ho avuto paura di morire
“Tra un attacco e l'altro vivo nel terrore con la fortissima ansia che stia per succedere ancora. Ho paura a tornare nei posti in cui ho avuto un attacco. Senza un aiuto presto non ci sarà alcun posto dove posso andare e sentirmi al sicuro dagli attacchi di panico

 




Gli attacchi di panico sono attacchi improvvisi e terrificanti di paura, accompagnati da tachicardia, sudorazione abbondante, debolezza, senso di svenimento o capogiri. Durante gli attacchi di panico, la persona con può avere vampate di caldo o sentire freddo, avvertire formicolii alle mani o sentirle intorpidite, avvertire nausea, dolore al torace o una sensazione di soffocamento. Gli attacchi di panico generano un senso di irrealtà, paura di morire o perdere il controllo. La paura dei propri sintomi fisici, apparentemente inspiegabili, è un ulteriore sintomo di soffrire di attachi di panico.

Chi ha attacchi di panico sta male e pensa a un infarto, di impazzire o essere prossimo alla morte. L'imprevedibilità del prossimo attacco di panico causa un'intensa preoccupazione in previsione del successivo attacco. Gli attacchi di panico possono verificarsi in qualunque momento, persino durante il sonno.

Un attacco di panico ragginge il culmine solitamente in 10 minuti, ma alcuni sintomi possono durare molto più a lungo. Gli attacchi di panico interessano molto più frequentemente le donne che uomini. Gli attacchi di panico cominciano spesso nell'adolescenza avanzata o nella prima età adulta ma non tutti quelli che hanno provato gli attacchi di panico svilupperanno poi i disturbi da attacchi di panico. Molta gente ha un solo attacco e non ne avrà mai un altro. La tendenza a sviluppare gli attacchi di panico sembra essere ereditaria. Chi ha attacchi completi e ripetuti di panico può essere molto debilitato dal proprio stato e dovrebbe cercare di iniziare la terapia prima di cominciare ad evitare posti o situazioni dove si sono verificati gli attacchi di panico. Per esempio, se un attacco di panico accadesse in ascensore, qualcuno con disturbi di panico potrebbe sviluppare una fobia degli ascensori influenzando la scelta di un lavoro o di un appartamento e limitando dove quella persona può cercare cure mediche o andare a divertirsi.

Le vite di alcune persone diventano così limitate che evitano le attività normali, come far la spesa al supermercato o guidare. Circa un terzo diventa prigioniero in casa propria o riesce ad affrontare una situazione temuta soltanto accompagnato dal coniuge o da un'altra persona fidata. Quando la condizione arriva a quel livello viene chiamata agorafobia o timore degli spazi aperti.

Una terapia nella fase iniziale può impedire spesso l'agorafobia, ma la persona con disturbi di panico a volte può passare da medico a medico per anni e andare ripetutamente in pronto soccorso prima che qualcuno diagnostichi correttamente il suo stato. Questo è un peccato perché il disturbo da attacchi di panico è uno dei più curabili di tutti i disturbi d'ansia, rispondendo nella maggior parte dei casi a determinati generi di farmaco o a determinati tipi di psicoterapita cognitivo comportamentale, che contribuisce a cambiare i modelli di pensiero che generano timore e ansia. Il disturbo da attacchi di panico è accompagnato spesso da altri problemi seri quale depressione, abuso di droghe o alcolismo. Questi disturbi devono essere trattati separatamente. 

Pubblicato in Attacchi di panico
Lunedì, 20 Ottobre 2008 08:42

Lo psicoterapeuta

Il percorso per divenire psicoterapeuta è duplice. Può partire dalla laurea in psicologia o da quella in medicina, conseguita la quale va intrapreso un corso di specializzazione riconosciuto dallo Stato Italiano della durata di almeno 4 anni.



Dopo la laurea va superato l’Esame di Stato di psicologia esattamente come nel caso dello psicologo (Esame di Stato di Medicina nel caso del laureato in medicina). Dunque lo psicoterapeuta può essere sia medico che psicologo; nel caso che sia psicologo può esercitare tutte le attività dello psicologo e in più la psicoterapia, nel caso che sia medico può esercitare le attività del medico (fra cui la prescrizione di farmaci) e quelle dello psicoterapeuta. Lo psicologo psicoterapeuta non può prescrivere farmaci. L’attività dello psicoterapeuta va quindi più in profondità rispetto a quella dello psicologo, e permette di agire direttamente sui disagi della persona attraverso l’utilizzo di tecniche che variano a seconda della teoria di riferimento del professionista stesso.
Le scuole di specializzazione che permettono l’iscrizione all’albo degli psicoterapeuti sono molte e molto diverse fra loro. Ognuna di esse trae origine da un quadro teorico differente, non necessariamente incompatibile con gli altri, tant’è che spesso gli psicoterapeuti fanno uso contemporaneamente di tecniche provenienti da teorie di fondo diverse. Tra le scuole di specializzazione più frequentate abbiamo, per esempio, quella ad indirizzo cognitivo-comportamentista, quella sistemica familiare e quella psicanalitica. Alcuni tra gli approcci terapici più efficaci contro i disturbi d’ansia vengono descritti nella sezione “psicoterapie”. Per concludere, lo psicoterapeuta, per essere tale, deve possedere i seguenti requisiti:
  1. laurea in psicologia o in medicina e chirurgia;
  2. essere iscritto all’Ordine degli Psicologi di una regione italiana;
  3. aver frequentato una scuola di specializzazione riconosciuta dallo Stato che permette l’iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti.
Pubblicato in Psicoterapia
Martedì, 05 Febbraio 2008 02:42

Analisi transazionale

L'Analisi transazionale nasce negli anni '50 per opera dello psichiatra canadese Eric Berne, secondo il quale i disturbi psichici sono conseguenza di una disarmonia tra i vari stati dell'Io denominati: Genitore, Bambino e Adulto.

Lo stato "Genitore" rappresenta gli elementi normativi e punitivi della personalità; quello "Bambino" rappresenta gli aspetti più impulsivi e spontanei; quello "Adulto" si pone ad un livello intermedio tra i primi due stati e la realtà esterna. Secondo Berne la mancata armonizzazione tra i vari stati dell'Io, condizionano negativamente le relazioni con sé stessi e con gli altri, determinando modalità d'interazione precostituite e ripetitive ― i cosiddetti "giochi psicologici" ― che mantengono l'individuo entro uno schema di vita rigido e inconsapevole detto copione.

Obiettivo principale dell'Analisi transazionale è quello di "decontaminare" lo stato "Adulto" dagli effetti disturbanti degli stati "Genitore" e "Bambino", che dovranno essere reintegrati in maniera funzionale, e liberare il paziente dal copione cui era costretto, consentendogli di gestire in maniera autonoma la propria vita.

Pubblicato in Psicoterapia
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Motivazionali

Guarda la paura in faccia e questa cesserà di turbarti.
Sri Yukteswar

Accadde Oggi

Nasce - Robert Moog (inventore del sintetizzatore Moog)
Il 23/5/1934